L’idea è semplice, un “buen ritiro”, un posto dove sentirsi come a casa, persino semplice a modo suo. Un’essenza di Miami, nella sua natura tropicale e vacanziera, transculturale e rilassata, avanposto di un Sud America nella sua attitudine più seducente, quella che sa lasciar fluire il tempo senza affanno.

Anche se è firmato Four Seasons Hotel, non si può dimenticare che la vera paternità di questo luogo culto di Miami; è del Sig. Firestone, quello delle gomme per auto, che a fine anni ’20, passando davanti alla struttura originaria con il suo yacht, ebbe l’intuizione di fondare un club, un Surf Club appunto. Inaugurato la note di Capodanno del 1930 ha consacrato un tempio immaginario del benessere, rimasto icona fino ad oggi, e dal 2017 reinterpretato da Four Seasons in una delle sue espressioni migliori al mondo.

Da fuori, arrivando via terra, non si vede un ingresso maestoso. Si riconosce appena. Poi, superato il portone, ci si affaccia nella corte, ed in un attimo affiora la vera anima di questo posto.

Purtroppo, durante la mia permanenza, non ho avuto modo di scattare le foto che avrei voluto, l’Hotel era pieno.

In questa breve testimonianza non posso non accennare al Ristorante Le Sirenuse, proprio come quello di Positano, con cui sviluppa in sinergia un menù tutto italiano di altissimo livello, interpretando da Antonio Mermolia, che oltre ad essere lo chef svolge a ragione un ruolo di ambasciatore culturale, preservando la tradizione della cucina italiana fin dalle cose semplici, come un’eccellente pasta al pomodoro, per poi lanciarsi in piatti dalla struttura apparentemente più complessa.

E’ rimasta scalfita nella mia mente un’insalata congelata, prima volta nella mia vita. Se non ricordo male una riccia condita e congelata, dall’immutato colore ma dalla accentuata freschezza, servita in una bulle di ghiaccio. Strepitosa!

Se il ristorante è una meta da non perdere il must assoluto è il bar, all’epoca della mia visita capitanato da Jacopo Rosito, mio concittadino dalle indiscusse doti, capace di creare una cocktail list autorevole e ricercata, dove con l’italianissima declinazione dei quattro elementi (terra, aria, fuoco, acqua) sviluppa 4 drink di grande personalità, con una nota italiana “imbonita” dalla presenza dei sentori della frutta tropicale.

Sulle camere non si possono spendere parole. Sono rimasto a bocca aperta, il delicato equilibrio di stile, forma e colore, impreziosito dai materiali come pietre (dal marmo all’onice credo) la paglia intrecciata… è svilente scriverne, tanta è la magnificenza che non posso che raccomandare di passarci almeno una notte. Ocean’s view, s’intende.

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